Mappe alpinistiche – Area Pietra di Bismantova – Pilastro del pellegrino

Per selezionare un’altra area o vedere la legenda tornare alla pagina principale. Per selezionare un altro settore torna a Bismantova.

Le vie:

  1. Dado verde 70m A2 trad (R3), impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 1300, coefficiente globale: 1495. L1: 30m A1+, L2: 40m A2. Prima salita: Montorsi, Precetti il 20/10/2017. La via più difficile del settore.
  2. Montipò 70m A1, impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 1120, coefficiente globale: 1176. L1: 30m A1, L2: 40m A1. Prima salita: 2 Montipò nel 2016. La prima via del settore.

I personaggi:

Ginetto (Gino) Montipò

Montipò nasce a Castelnovo ne’ Monti e diventa un assiduo frequentatore di Bismantova; tanto da guadagnarsi il soprannome di “guardiano della Pietra”. Egli si prodigò, perché la Pietra divenisse più conosciuta e apprezzata e, nel 1976, ne pubblicò la seconda guida. Fu uno dei primi a usare i chiodi a pressione (che si fabbricava da solo) a Bismantova; sostenendo che la realizzazione fosse più importante dell’etica.

La sua prima via difficile fu la Via della Scimmia (V+/A0) al Dente della Vecchia, aperta nel 1968; a cui seguì il Grand diedro sud-est (V+/A1); nel 1969 arriva il Diedro ovest (VI) alla parete ovest. Poi nel ’70, la via Camilla (V+/A0) al Torrione Sirotti, e la variante Alta diretta (VI) alla Pincelli – Brianti. Nel 1972, arriva un’altra via nello stesso luogo: Luisa (V/A1), l’anno prima c’era stata la Rampa della sassaia (V+/A0) all’Orto del mandorlo. La sua via più conosciuta è però il diedro UISP (Unione Italiana Sport Popolare) (VI+), aperta nel 1973 vicino all’Anfiteatro, anche se non fu lui a liberarla. Nel ’73 apre anche (nella tradizione dell’artificiale a Bismantova) la via CAI Parma (A2) al Pilone Giallo e la Montipò-Olmi (VI) allo Spigolo dei nasi.

Nello stesso anno, aprì un’altra via all’Anfiteatro: la Montipò-Olmi (V/A1) e una al Dente della Vecchia: la Montipò-Giovanelli (V+). Affezionato a questo settore poco conosciuto di Bismantova, vi aprì una terza via nel 1975: la Montipò-Iori (V+/A0). Intanto, nel 1974, aveva aperto un’altra variante alla Pincelli – Brianti: la Bassa (VII).

Nel 1975, aprì però anche la sua via più difficile: in occasione del centenario del CAI Reggio Emilia, la Via del Centenario al Pilone Giallo. Una logica via che segue per 150m un aereo spigolo con difficoltà di VI+/A2, ricongiungendosi, alla fine, alla Zuffa-Modoni. Da segnalare anche (sempre negli anni ’70) lo Spigolo di Fontana Cornia (VI) un’elegante via all’Orto del mandorlo; poi l’apertura del difficile primo tiro di Cocaine (VII) alla parete est, nel 1982.

Egli si prodigò anche per la diffusione dell’arrampicata in falesia, rientrando nel filone del ’68 alpinistico, del nuovo mattino che, in Pietra, si affermò pienamente negli anni ’70. Essa, infatti, era un luogo perfetto per la proliferazione delle nuove idee e dell’arrampicata più come piacere che come gesto eroico.

Oggi è presidente del CAI Bismantova. Ultimamente arrampica anche insieme al figlio Riccardo. Con lui, nel 2014, ha aperto la variante Valentina (V+) alla Donato Zeni alla parete sud, nel 2016 la Montipò (A1) al pilastro del pellegrino; e varie vie alla parete ovest fra 2016 e 2021: Selvaggio west (A2 IV+), Odi et amo (A1 III), CAI Bismantova (A1, IV), Impressioni di settembre (V+), Green pass (A1), De gustibus (IV A2).

Carlo Alberto Montorsi

Carlo Alberto Montorsi è nato a Sassuolo nel 1977 ed è guida alpina dal 2010.

A Bismantova ha aperto Vera (IV), nel 2014, al Dente della Vecchia e, tre anni dopo, Dado Verde (A2) al pilastro del pellegrino e, sempre in artificiale, nello stesso anno, Servi della gleba (A1+) all’Orto del Mandorlo. Ha inoltre attrezzato, nel 2016, il settore Dry Tooling.

Nel 2020 ha aperto anche una via di misto moderno al Lago santo modenese: Tex SuperMaxiEroe (WI 4 M6+).