Mappe alpinistiche – Area Pietra di Bismantova – Parete ovest

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La ferrata ovest

Nel settore sono presenti varie altre vie, non più praticabili soprattutto, perché abbandonate e dunque invase dalla vegetazione. Voltolini – Bedogni (IV+, Voltolini, Bedogni nel 1966); Carina (III, Pincelli e altri nel luglio 1940); Canale ovest (III, Montipò, Croci nel 1968); Montipò – Ghini (III, Montipò, Ghini, Bonvicini nel 1974); Rampa ovest (IV, Montipò, Giovanelli nel 1971).

La Ferrata ovest è la più recente della Pietra, nasce dall’idea della sezione CAI locale di rendere più accessibile la parete ovest: essa è molto panoramica, ma lo roccia non è di buonissima qualità. Attacca in corrispondenza della via aperta nel 1974 da Montipò e Ghini. La chiamarono Ferrata dell’ultimo sole, perché è un ottimo punto per ammirare il tramonto.

Attrezzata dal CAI Bismantova nell’aprile 2017

Le vie:

  • -1) Selvaggio west 55m A2 IV+, trad (R3) impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 970, coefficiente globale: 1120. L1 30m A2 IV+ , L2 25m A1 IV. Prima salita: 2 Montipò l’11/11/2018
  • 0) De gustibus 70m A2 IV, mista (RS2) impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 868, coefficiente globale: 954. L1 45m A2 IV , L2 25m III. Prima salita: 2 Montipò il 10/6/2018
  • 1) Via della folgore 60m III+ trad (R2), impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 37, coefficiente globale: 41. L1 25m III , L2 35m III+. Prima salita: Betelli e altri nei primi anni ’60 La prima via del settore.
  • 2) Odi et amo 60m A1 III, impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 960, coefficiente globale: 1010. L1 35m A1 , L2 25m A1 III. Prima salita: Montipò, Bozzoli nel 2017
  • 3) Camino Marcella 60m V-, impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 150, coefficiente globale: 157. L1 20m I , L2 30m IV, L3 10m V-. Prima salita: Bernard, Menotti, 2 Pescini nel 1966.
  • 4) CAI Bismantova 60m A1 IV, impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 645, coefficiente globale: 677. L1 20m A1 IV , L2 20m A1 IV, L3 20m II. Prima salita: 2 Montipò nel 2016
  • 5) Impressioni di settembre V+ 30m. Prima salita: 2 Montipò nel 2019
  • 6) Diedro ovest (o dell’ultimo sole) 60m VI trad (R2), impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 802, coefficiente globale: 882. L1 50m VI , L2 10m II. Prima salita: Montipò in un solo tiro il 15/6/1969.
  • 7) 50 primavere 65m A2 6A+, impegno globale: I, coefficiente di difficoltà:1145, coefficiente globale: 1202. L1 35m A2 IV , L2 15m 6A+, L3 15m 6A+. Prima salita: Colombari in solitaria nel 2016. La più difficile del settore.
  • 8) Green pass 50m A1 trad (R3), impegno globale: I, coefficiente di difficoltà: 800, coefficiente globale: 920. L1 30m A1, L2 20m A1. Prima salita: 2 Montipò nel 2021

La storia

La parete ovest è una degli ambienti più dimessi di Bismantova: la parete è alta solo una sessantina di metri e la roccia non è ottima. Il settore ha vissuto due fasi di apertura.

La prima è quella fino agli anni ’70 (addirittura ci fu una salita nel 1940 insieme alle prime famose vie della Pietra) in cui si ricercavano le vie più logiche di questa breve parete. Di questo periodo però varie vie non sono più praticabili. Il diedro ovest e il camino Marcella sono state riattrezzate di recente, dovrebbe poi essere ancora percorribile la via della folgore, che veniva un tempo usata per insegnare la tecnica in opposizione.

In anni ben più recenti c’è stata una rivalutazione, anzitutto con l’apertura della ferrata ovest, ma anche con vari percorsi su tutte le piccole strutture che si possono vedere dal Sassolungo. Non si raggiungono mai alti livelli di difficoltà, ma il terreno è sicuramente più alpinistico che in altre zone della pietra ed inoltre si può provare con l’artificiale.

I personaggi

Il CAI Bismantova

Quella di Bismantova è una piccola sezione CAI nata, nel 1984, per lo più per iniziativa del GAB (Gruppo Amici Bismantova). La sezione ha attrezzato (alla Pietra) due ferrate: la ferrata Ovest e la ferrata degli Alpini; e due falesie: il Sassolungo e il Frigorifero.

Ginetto (Gino) Montipò

Montipò nasce a Castelnovo ne’ Monti e diventa un assiduo frequentatore di Bismantova; tanto da guadagnarsi il soprannome di “guardiano della Pietra”. Egli si prodigò, perché la Pietra divenisse più conosciuta e apprezzata e, nel 1976, ne pubblicò la seconda guida. Fu uno dei primi a usare i chiodi a pressione (che si fabbricava da solo) a Bismantova; sostenendo che la realizzazione fosse più importante dell’etica.

La sua prima via difficile fu la Via della Scimmia (V+/A0) al Dente della Vecchia, aperta nel 1968; a cui seguì il Grand diedro sud-est (V+/A1); nel 1969 arriva il Diedro ovest (VI) alla parete ovest. Poi nel ’70, la via Camilla (V+/A0) al Torrione Sirotti, e la variante Alta diretta (VI) alla Pincelli – Brianti. Nel 1972, arriva un’altra via nello stesso luogo: Luisa (V/A1), l’anno prima c’era stata la Rampa della sassaia (V+/A0) all’Orto del mandorlo. La sua via più conosciuta è però il diedro UISP (Unione Italiana Sport Popolare) (VI+), aperta nel 1973 vicino all’Anfiteatro, anche se non fu lui a liberarla. Nel ’73 apre anche (nella tradizione dell’artificiale a Bismantova) la via CAI Parma (A2) al Pilone Giallo e la Montipò-Olmi (VI) allo Spigolo dei nasi.

Nello stesso anno, aprì un’altra via all’Anfiteatro: la Montipò-Olmi (V/A1) e una al Dente della Vecchia: la Montipò-Giovanelli (V+). Affezionato a questo settore poco conosciuto di Bismantova, vi aprì una terza via nel 1975: la Montipò-Iori (V+/A0). Intanto, nel 1974, aveva aperto un’altra variante alla Pincelli – Brianti: la Bassa (VII).

Nel 1975, aprì però anche la sua via più difficile: in occasione del centenario del CAI Reggio Emilia, la Via del Centenario al Pilone Giallo. Una logica via che segue per 150m un aereo spigolo con difficoltà di VI+/A2, ricongiungendosi, alla fine, alla Zuffa-Modoni. Da segnalare anche (sempre negli anni ’70) lo Spigolo di Fontana Cornia (VI) un’elegante via all’Orto del mandorlo; poi l’apertura del difficile primo tiro di Cocaine (VII) alla parete est, nel 1982.

Egli si prodigò anche per la diffusione dell’arrampicata in falesia, rientrando nel filone del ’68 alpinistico, del nuovo mattino che, in Pietra, si affermò pienamente negli anni ’70. Essa, infatti, era un luogo perfetto per la proliferazione delle nuove idee e dell’arrampicata più come piacere che come gesto eroico.

Oggi è presidente del CAI Bismantova. Ultimamente arrampica anche insieme al figlio Riccardo. Con lui, nel 2014, ha aperto la variante Valentina (V+) alla Donato Zeni alla parete sud, nel 2016 la Montipò (A1) al pilastro del pellegrino; e varie vie alla parete ovest fra 2016 e 2021: Selvaggio west (A2 IV+), Odi et amo (A1 III), CAI Bismantova (A1, IV), Impressioni di settembre (V+), Green pass (A1), De gustibus (IV A2).

Antonio Bernard

Bernard è un alpinista fassano, anche se ha trascorso la maggior parte della vita a Parma, dove lui stesso ha fondato la scuola di alpinismo nel 1967: è con questo che inizia nella città una vera tradizione alpinistica. Già in questi anni ripete lo Spigolo giallo e la Comici alle Cime di Lavaredo.

A Bismantova la via per cui è più conosciuto è la via del GAB (VI, A2), aperta nel 1968 all’Eremo. La via è particolarmente impegnativa, oltre che per le difficoltà tecniche, anche per la pessima qualità della roccia nei tiri centrali; il che rende molto difficile proteggersi. Bernard e altri agirono contemporaneamente a Zuffa, ma cercarono sempre di evitare i chiodi a pressioni; meno allenati all’artificiale, lo superavano certamente in libera.

Una delle sue prime vie è stata la Donato Zeni (V+, A1), aperta nel 1967 alla parete sud, dove allora non vi era nessun altra via. Prima di essa c’era stata anche la variante Alta (V+) alla Pincelli – Brianti nel 1966, il camino Marcella alla parete ovest e, nello stesso anno, effettuò la prima solitaria della Oppio (V). Del 1968 è inoltre una sua via all’Orto del mandorlo: Paolo e Paolo (V+).

Negli anni ’70 si dedica a ripetizioni di prestigio: in Dolomiti e anche la Cassin al Badile.

Successivamente ha cominciato ad aprire vie in Dolomiti: la prima è la Bernard-Pandolfo (VI) al Sass Maor del 1972. Una delle più conosciute è Fantasia (V-) alla est del Catinaccio del 1991. Precedentemente ha aperto 3 vie al Sasso delle undici: nel 1989 la Bernard-Vigo (VI-); nel 1976 la Via alla torre dell’amicizia (VI+, A2) e infine Diedri nord (VII). Sul Catinaccio ha anche salito (e sceso!) in free solo la via Steger alla parete est.
Nel 2017, sempre al Sasso delle Undici ha effettuato la prima ripetizione della via Piaz: una via dimenticata di cui alcuni dubitavano perfino l’esistenza. Nel 2020 (a 78 anni) apre la Via del lares (V) al Sas Morin.

Ha pubblicato quattro libri: due sul Catinaccio: “Catinaccio. Regno di guglie e di leggende” nel 1996 e “La nuova guida del Catinaccio” nel 2008; e due rivolti a chi sta imparando ad arrampicare: “Il movimento dell’arrampicata” nel 2009″ (vincitore del premio ITAS: “Cardo d’argento”) e; nel 2016: “101 scalate su roccia”, esso è rivolto a chi esce dai corsi di alpinismo del CAI e propone facili arrampicate in tutto il nord Italia. Oggi vive in Val Gardena, ma è ancora istruttore di alpinismo (e di alpinismo giovanile) e fa parte del CAAI.