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Le vie:
- Lo spigolo 5C 8m
- Non so chi è stato 6C 8m
- Stai a sinistra 6A 8m
- Per colpa di chi 6B 8m
- Aspettando Riccardo 6B+ 8m
- Attenti al letto 6A+ 11m
- La vergine 6A+ 8m
- Diabolik 7B 13m
- Il volo dell’angelo 7A 13m
- Ginko 6B 13m
- Spigolo del vento 6A 8m
- Accrocchio 6B+ 8m
- Freedom 6B+ 8m
- Tacca-ta 6A+ 8m
- Rosa-spina 7A 8m
- L’etranger 8A+ 8m
- Atti osceni 7B+ 10m
- Lindbergh 8B 10m
- Bocca bianca e i sette negri 8A 12m
- Verba manent 8A 15m
- Aspettando Manolo 8A+ 12m
- L’areoplano 8B+ 15m
- Colpo grosso al drago rosso 8B 12m prima salita nel 2007
- Teste mobili 8C 22m La via più difficile del settore
- Gladio 8A+ 10m
- Gladioplano 8C 22m La via più difficile del settore
- Selfie 6B+ 20m
- Attraverso il fuoco 6B+ 20m
- La pozione di Obelix 5B 20m
- Endurance 7A+ 7m
- Horus 6B+ 7m
- Trapano fuso 6C 7m
- Una notte sul monte calvo 7B+ 8m
- Un’estate da inferno 7C 8m
- Movimento robotico 8A 8m
- Floffy 6A 6m
- Più scomoda non si può 5C 6m
- Rufus 5B 8m
- Becks 5B 8m
- Joe the guide 4C 8m
- Old John 4B 8m
- Old time rock 4C 8m
La maggior parte delle vie del settore sono state attrezzate da Righetti e Carta; il più recente è il facile settore del Sassopiatto attrezzato da Barigazzi. Gladioplano e Teste mobili sono fra i tiri più difficili della Pietra.
Stefano Righetti
Righetti è uno dei più importanti alpinisti di Parma ed è fra coloro che più hanno dato impulso alla locale scuola di alpinismo. Negli anni ’80 sale alcune classiche di grande impegno come: il Pilone centrale del Freney, la Philipp-Flamm alla Civetta e Attraverso il pesce sulla Marmolada.
In apertura è stato però soprattutto molto attivo alla Pietra negli anni ’80 e soprattutto nell’arrampicata sportiva. All’inizio però, nel 1983, diede prova di essere abile anche nell’artificiale aprendo una difficile via sulla parete sud: Le ragazze di Osaka (VI+, A3) e la Variante dei nut incastrati (V+, A2) alla Donato Zeni. Sempre nel 1983 aprì anche la variante della penna (6A+) alla Montipò – Olmi. Da ricordare poi nel1979 Elena Eleonora (A2/V) all’Eremo, il terzo tiro di Cocaine (VI+) nel’82 alla parete est e Dancing in the dark (VII) nel 1985 all’Anfiteatro.
Nel 1983 apre, invece, una variante a Italia ’90: la Variante della penna (6A), che evita il difficile strapiombo finale e una Martin Luter King (VI+) alla Nino Marchi.
La sua prima via di libera difficile è del 1984: la variante Ippogrifo (6B+) alla Zuffa-Ruggiero alla parete sud; l’anno dopo, aprì anche un’altra variante alla stessa via: The end (6C+). Aprì vari monotiri all’Anfiteatro, allo Spigolo dei nasi, Placche di Albertino e Capibara negli anni ’80, più tardi al Moby. Poi tre vie al Diedro UISP tutte nel 1985: Roberta aiutami (7A), Willy coyote (7A) e Provaci ancora Mello (7A+), la sua via più difficile. Nel 1986 pubblica anche un libro sulle vie di Bismantova.
Una delle sue aperture più difficili in Italia è Sentiero luminoso (VII, A4) alla parete del Baratro in Val di Mello. Si dedica anche all’arrampicata su ghiaccio, in particolare, nel 1994 pubblica una guida sulle cascate della Val Daone.
Quindi entra a far parte del CAAI e svolge alcune spedizioni extra-europee: inizia nel 1987 ripetendo la Via del compressore sul Cerro Torre. Nel 1990 si confronta con l’altissima quota alla Rock Tower (6150m) nel Gahrwal (India) e apre Fiamma di gelo (difficoltà superiori al VI) sul granito della parete Sud. La sua spedizione più prolifica è quella del 1996 nel Pamir: qui apre due vie di grande impegno sul Pik Slesov (4240m); Una stella per Ulughbek (VII+) e Trenta passi nella meta del cielo (VII+).
Ha anche attrezzato varie falesie nel parmense: Falesia dei filosofi, Falesia dei fisici, Placca dei Lagoni, Massi di Selvola. Sue più recenti aperture sono poi: King Line (6C) allo Scoglio di Lert nel 2016 in Val Daone e Due neuroni e una sinapsi (6C) alla Cima di Breguzzo nel 2019.
