Mappe alpinistiche – Area Pietra di Bismantova – Albertino e Capibara

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Le vie:
  1. La ex tette di padulina 6B+ 25m
  2. Il culetto di franci 6A 25m
  3. Il pelo di Paola 6A+ 25m
  4. Il sorriso di Veronica 6B+ 25m
  5. Ben venuto 6B 30m
  6. Apocalypse now 5C 20m
  7. Arrampicatore fru fru 7A 20m
  8. Capibara 6B+ 20m
  9. Billy non c’è più 6B 20m
  10. Che due spit 6B+ 20m
  11. Quel cane di spit 7A 25m La via più difficile del settore
  12. Il tiro 6B 30m

La falesia è stata attrezzata da Righetti, Corticelli e Mantovani.

I personaggi

Alberto Corticelli

Corticelli, a Bismantova, è conosciuto soprattutto per l’arrampicata sportiva: ha, infatti, attrezzato molte vie all’Anfiteatro, allo Spigolo dei nasi, Placche di Albertino e Capibara negli anni ’80. Alla parete Sud ha aperto la variante Quelli della notte (6B+) alla Zuffa-Stagni. Nel 1981 ha aperto anche Crolling stones (6B+) al Pilone giallo. Infine, nel 1985 aprì la variante Barone rosso (VI) alla Oppio e un tiro di VI+ allo Spigolo dei nasi che sarebbe diventato la conclusione di North Emilian wall.

Paolo Mantovani

Mantovani, a Bismantova, è conosciuto soprattutto per l’arrampicata sportiva: ha, infatti, attrezzato molte vie all’Anfiteatro, allo Spigolo dei nasi, Placche di Albertino e Capibara negli anni ’80. In questo periodo ripete la via Tempi moderni sulla Marmolada.

Nel decennio successivo, ha però aperto una via molto difficile alla parete sud: Elisir d’autunno (7A), in solitaria fra l’altro. Il suo capolavoro però è Ali di cera (7C+) aperta anch’essa in solitaria al Pilone giallo. Ha anche attrezzato la Falesia di Asfodeli che è stata la prima (e tutt’ora una delle più grandi) dell’Appennino parmense.

Successivamente si dimostra essere di grande talento anche nell’artificiale new age aprendo due vie molto difficili allo Spigolo dei nasi: Danger in trip (A4+) nel 1998 e Arenarian wall (A4).

E’ diventato guida alpina e un professionista nell’arrampicata su ghiaccio di difficoltà: tracciando percorsi per competizioni internazionali.

Stefano Righetti

Righetti è uno dei più importanti alpinisti di Parma ed è fra coloro che più hanno dato impulso alla locale scuola di alpinismo. Negli anni ’80 sale alcune classiche di grande impegno come: il Pilone centrale del Freney, la Philipp-Flamm alla Civetta e Attraverso il pesce sulla Marmolada.

In apertura è stato però soprattutto molto attivo alla Pietra negli anni ’80 e soprattutto nell’arrampicata sportiva. All’inizio però, nel 1983, diede prova di essere abile anche nell’artificiale aprendo una difficile via sulla parete sud: Le ragazze di Osaka (VI+, A3) e la Variante dei nut incastrati (V+, A2) alla Donato Zeni. Sempre nel 1983 aprì anche la variante della penna (6A+) alla Montipò – Olmi. Da ricordare poi nel1979 Elena Eleonora (A2/V) all’Eremo, il terzo tiro di Cocaine (VI+) nel’82 alla parete est e Dancing in the dark (VII) nel 1985 all’Anfiteatro.

Nel 1983 apre, invece, una variante a Italia ’90: la Variante della penna (6A), che evita il difficile strapiombo finale e una Martin Luter King (VI+) alla Nino Marchi.

La sua prima via di libera difficile è del 1984: la variante Ippogrifo (6B+) alla Zuffa-Ruggiero alla parete sud; l’anno dopo, aprì anche un’altra variante alla stessa via: The end (6C+). Aprì vari monotiri all’Anfiteatro, allo Spigolo dei nasi, Placche di Albertino e Capibara negli anni ’80, più tardi al Moby. Poi tre vie al Diedro UISP tutte nel 1985: Roberta aiutami (7A),  Willy coyote (7A) e Provaci ancora Mello (7A+), la sua via più difficile. Nel 1986 pubblica anche un libro sulle vie di Bismantova.

Una delle sue aperture più difficili in Italia è Sentiero luminoso (VII, A4) alla parete del Baratro in Val di Mello. Si dedica anche all’arrampicata su ghiaccio, in particolare, nel 1994 pubblica una guida sulle cascate della Val Daone.

Quindi entra a far parte del CAAI e svolge alcune spedizioni extra-europee: inizia nel 1987 ripetendo la Via del compressore sul Cerro Torre. Nel 1990 si confronta con l’altissima quota alla Rock Tower (6150m) nel Gahrwal (India) e apre Fiamma di gelo (difficoltà superiori al VI) sul granito della parete Sud. La sua spedizione più prolifica è quella del 1996 nel Pamir: qui apre due vie di grande impegno sul Pik Slesov (4240m); Una stella per Ulughbek (VII+) e Trenta passi nella meta del cielo (VII+).

Ha anche attrezzato varie falesie nel parmense: Falesia dei filosofi, Falesia dei fisici, Placca dei Lagoni, Massi di Selvola. Sue più recenti aperture sono poi: King Line (6C) allo Scoglio di Lert nel 2016 in Val Daone e Due neuroni e una sinapsi (6C) alla Cima di Breguzzo nel 2019.