Per selezionare un’altra area o vedere la legenda tornare alla pagina principale. Per selezionare un altro settore torna a Bismantova.


- Uccelli di rovo 6A 20m
- Silver cat 6A+ 20m
- Passeri e sagome 6A 20m
- Gagà 6A 20m
- Qualificazione 6A 20m
- Snoupinette 6A+ 20m
- Storia di due me-mec 6A+ 20m
- I rospi 6A 20m
- Pennuto ossuto 6A+ 20m
- Passa la passera sul sentiero del passero 6A+ 20m
- Il cimitero delle passere 6A 20m
- Sesso e sassi 6C+ 15m
- Babu e panone 7A 15m
- Porco spit 6B+ 10m
- L’aquilotto 5B 10m
- Piume e piumette III 10m
- Cacamao e il passerino 5C 8m
- Paperino lo spigolino IV 8m
- Calimero l’appiglio nero 5B 5m
- Rachele se voli muori 6C 25m
- Degrado 8A 25m prima salita: Lasagni nell’ottobre 2001. La via più difficile del settore
- La Franca e il mio gri-gri 7B 25m prima salita: Lasagni
- Meglio Prada di Prodi 6C 20m prima salita: Lasagni
- Delicatessen 6C 25m
La storia
La maggior parte delle vie del settore furono aperte per una delle primissime gare di arrampicata: nel 1986 (le prime in assoluto erano state l’anno precedente); sono tutte piuttosto omogenee attorno al 6A. Fu poi attrezzato un semplice settore per bambini.
La parete sopra il settore è detta “il Giorgione” in memoria di Giorgio Agostini: uno dei primi istruttori della scuola di alpinismo del CAI di Parma e colui che fece conoscere l’arrampicata a Bismantova a Montipò.
Lasagni salì qui alcune difficili vie: in particolare, salì Degrado una via di placca valutata 8A.
I personaggi
Andrea Forlini
Negli anni ’80 ha aperto uno dei primi 7C della Pietra (Verbum); poi negli anni ’90 Forlini è stato molto attivo alla Pietra di Bismantova e fu il primo a salire qui una via di 8A: Degrado al Giorgione nel 2001. Arrivò quindi all’8B salendo Fiorirosa alla banana.
E’ però famoso anche per l’artificiale new age, infatti, pur non avendo aperto qui nessuna via, ha ripetuto in solitaria tutte le più difficili vie dello Spigolo dei nasi.
Sono poi sue varie varianti: variante Forlini (A4+) a Danger in trip; variante Vertigine (7B) alla Fogli-Trebbi-Avanzolini e, negli anni ’90, la Flauto di vertebre (7B) alla CAI Parma.
In tutto questo non ha lasciato da parte l’alta montagna: nel 1998 apre, infatti, una via sulla parete nord dell’Eiger: Yeti (6C+, A1) salita quasi senza spit (insieme al suo compagno fu il primo italiano ad aprire una via nuova sulla temutissima nord).
La sua prima via l’ha però aperta nel 1984: la variante Tosi-Forlini (VI) alla Via delle rose.
